Montaguto

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Come una rosa dei venti esposta in ogni direzione, questo grazioso borgo stupisce ad ogni angolo di strada.

Montaguto prende il nome dalla conformazione naturale della collina, alta circa 700 m., su cui si eleva e da cui si dominano con la vista entrambe le valli della zona, quella del Miscano e quella del Cervaro, a sud. La piccola località, di origini normanne, presenta un suggestivo belvedere ad ogni angolo di strada, con terrazze panoramiche che allungano lo sguardo fino ai rilievi del Matese e al Tavoliere delle Puglie, ponendosi come terra di transizione tra due diverse realtà geografiche e ambientali, solcata in età classica dalle vie Appia e Traiana. L’antico borgo è caratterizzato dalla presenza di numerose fontane, dalle quali sgorga acqua limpida e abbondante. Di notevole bellezza è la cosiddetta Fontana Nuova, per differenziarla da una più datata, chiamata Vecchia, che si trova all’ingresso del centro abitato e vanta la presenza di un lavatoio pubblico conservato in ottimo stato. Tra le altre vanno ricordate la Fontana Preziosa, con acqua dalle proprietà curative, la Fontana Paolina, dal nome di un suo presunto scorbutico guardiano, e la Fontana del Ponte, costruita lungo una bella passeggiata verso un suggestivo bosco, maestoso parco verde di 18 ettari, dove si trova anche la Fontana delle Sorgenti. Nel parte del parco verde, chiamato da sempre Piano dell’Edera, provvista di rigogliosa vegetazione e conosciuta come “Ciampa di Cavallo”, il cosiddetto Bosco del Littorio, creato per la ricreazione e l’esercitazione della nuova giovinezza italiana dei tempi del regime fascista, accoglie dagli anni Ottanta una vasta area attrezzata, con annessi campi da tennis e calcio. Proprio in quest’area, nel 1962 è stata consacrata una piccola cappella dedicata alla Madonna del Bosco, fortemente voluta da tutti gli abitanti di Montaguto, presso la quale ogni anno, ad agosto, si celebra la Festa del Bosco. Fuori dall’abitato troviamo infine quello che rimane di un’antica residenza di campagna, in Contrada Casino Piccolo, e la meglio conservata Taverna Pepe. Da visitare anche il Lago di Francalanza in Contrada Carchia. Nel cuore del paese sorge Piazza IV Novembre, nota fino a poco tempo fa come Largo Fiera: da qui si snodano le due vie parallele che compongono il tessuto vero e proprio del paese. Sul lato opposto della Fontana Nuova si trova il cosiddetto Parco della Rimembranza, che ospita un Monumento ai Caduti di tutte le guerre e da cui è possibile godere di una vista panoramica davvero notevole del paesaggio circostante. Due varchi, di cui rimane il ricordo nella toponomastica del luogo, Porta Vecchia e Porta Orientale, aprivano l’accesso al paese e conducevano alla chiesa parrocchiale, della anche chiesa della Madonna del Carmine, ristrutturata fedelmente in seguito al sisma del 1980. La struttura è a croce greca e risale al XVIII secolo, quando i nuovi signori di Montaguto, Luigi e Gregorio Pinto y Mendoza, ricostruirono il paese e donarono la chiesa alla comunità. Sul campanile domina ancora oggi un orologio che batte le ore. In Piazza Municipio sorge l’antico edificio del comune, accanto al quale si trova l’edificio di Palazzo Iagulli, che ha ospitato per lunghi anni un orfanotrofio. Notevole anche Palazzo Procaccini, dotato di un antico portale in pietra, al cui lato si trova una bocca della verità. Molto interessante la Casa Museo, con le fedeli ricostruzioni in interni delle soluzioni abitative di un tempo.

 

Numeri Utili

  • Guardia Medica: 345 9710945
  • Parrocchia “SS.del Carmine”: 0825 862021
  • Farmacia: 0825 862332
  • Carabinieri: 0825 861055
  • Comunità Montana dell'Ufita: 0825 891979 – Fax 0825 892007
  • Genio Civile: 0825 823211

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